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Diciannovesimo approfondimento tecnico con il team della In The Zone Academy dedicato alle World Series Online di Spera. Oggi il coach Matteo Azzola analizza per noi un fold river con trips piazzato da Simone al Main Event WSOP.

L’approfondimento è davvero interessante per capire meglio la stima delle combo avversarie in base ad action ed evoluzione del board.

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HAND REVIEW

Ecco la mano analizzata dal coach mtt ITZ Matteo Azzola.

Su blinds 1.000-2.000 Spera apre 4.000 da cutoff con J7, ‘iamakeeper’ chiama da bottone.

Flop K♣ T♣ J♠, Spera check, bottone check.

Turn 3♣, Spera check, ‘iamakeeper’ bet 4.850, Simo chiama.

River J♥, check, bottone bet 16.500, Spera folda trips!

PREFLOP

Premetto che essendo un giocatore di cash game non sono pratico delle dinamiche che si sviluppano in un torneo nelle situazioni di short stack, come la costruzione dei range preflop e le size postflop. Ma al fine di procedere con un ragionamento che sia il più coerente e fluido possibile, cercheremo di abbozzare un range di open di Simone dal CO e un range di call dell’avversario sul BTN.

Partendo da Simone, immagino che da cutoff apra all’incirca un range composto dal 27-28% delle combo ed in particolare con le seguenti mani: 22+, A2s+, A8o+, 54s+, K5s+, Q7s+, J7s+, T7s+ più tutte le broadway off e qualche 1-gap suited connector medio come 97s 86s. Alcune di queste combo immagino non le apra sempre e per semplificazione le mixeremo al 50%.

CO open range matteo azzola

La stima del range di open di Simone da cutoff

D’altro canto il giocatore sul bottone, che non conoscendo supponiamo essere un regular capace, immagino che callando da quella posizione difenderà contro un open raise con un range non troppo debole avendo probabilmente un range di 3bet polarizzato.

Provando ad abbozzare un range del genere dovrebbe risultare all’incirca così: tutte le pair da 22 fino a 99 mixando dei call e delle 3bet con TT, gli Axs bassi verranno 3bettati a volte e callati altre volte, mentre quelli medi saranno nel range di call così come tutte le broadway (KQs a parte) ed altre combo indicate nella immagine.

A volte BTN potrebbe flattare delle combo di AA/KK/QQ per trappare avendo anche in posizione lo SB con circa 20bb che potrebbe di conseguenza shovare più largo, ma ritengo che questo possa avvenire a bassissime frequenze.

BU call range matteo azzola

La stima del range di call di bottone

 

FLOP

Analizziamo ora il flop che in generale non è un brutto flop per il range di Simo ma che in parte hitta anche il range di flat di BTN con combo mediamente più deboli. Simone infatti ha un vantaggio di nuts composto da tutti i set e le scale (KK, JJ, TT, ed AQ e Q9) che l’avversario, dato il range di call ipotizzato, non ha mai se non in bassa frequenza.

In questa situazione userei una strategia di cbet bilanciata andando a cbettare circa il 50% del nostro range con molte delle mani più forti e i semibluff con maggiore equity, e checkando il valore medio. Al fine di proteggere il nostro range di check andrei a checkare non solo le pair floppate con kicker più basso, ma anche i set come JJ o TT che oltretutto blockerano grossa parte del calling range dell’avversario (ovvero mani come QJ QT JT Tx e Jx in generale) e che se quindi venissero bettate sempre andrebbero a generare molti più fold di quelli che vorremmo.

In questo contesto la mano di Simone, ovvero J7, andrebbe pienamente a collocarsi nel range di check al flop e di call ad una eventuale bet dell’avversario sul BTN, bet che però non mi aspetto che un giocatore forte possa effettuare ad alta frequenza su questo board.

TURN

Tra tutti i turn possibili credo che i fiori siano quelli che andrebbero checkati più spesso dopo aver checkato al flop. Mi spiego meglio: avendo dovuto cbettare al flop quasi tutte le doppie, le scale, le overpair e le TP con buon kicker (AQ e KQ), affinchè la strategia rimanga ben bilanciata, il range di cbet in bluff sarà prettamente composto da mani come 4/5 di scala e soprattutto 4/5 di colore con maggior equity e/o con minor showdown value. Quindi i flush draw che checkeremo al flop sono pochi e principalmente composti da Kx o Ax medi con la conseguenza che le carte di fiori al turn non rappresenteranno un buon runout per il nostro range.

Con questa premessa giocherei il turn in full check e credo che in questo modo si riesca a mantenere ancora un buon bilanciamento del range, che difatti è ancora composto da tutti i set checkati al flop, tutte le pair floppate e non cbettate, i flush, oltre che da tutta quella roba che giveuppiamo con zero equity e zero valore.

In questo modo mettiamo anche in crisi l’avversario perché, data la natura iperbilanciata del nostro range al turn, dovrà reagire in maniera molto attenta e non sbilanciarsi troppo overbluffando alcune combo. L’avversario decide di bettare circa il 40% del pot e Simone con la sua combo, supponendo che l’avversario sia un buon giocatore, deve sicuramente difendere.

Contro qualche avversario che si sbilancia bettando questo turn quasi solo per valore medio-forte, e che quindi non betta mai combo come 22 o 44 con pezzo a fiori, AT o altra roba con zero equity e zero showdown value, come 65 o 54, il call di J7 è sicuramente EV negativo, ovvero non è profittevole nel lungo periodo ed anzi in questo caso tenderei a foldare direttamente al turn tutte le combo di Jx o Tx con kicker medio o basso.

RIVER

River Jh che Simone decide di checkare, scelta corretta a mio avviso visto che non sono un super fan delle donkbet in quanto le ritengo molto difficili da bilanciare, e l’avversario betta poco più del 70% del pot.

Iniziamo col dire che, dal punto di vista ottimale, J7 è un call a questa bet (seppur con una EV di poco positiva, se non quasi nulla). Difatti l’avversario dovrebbe essere capace di bluffare mani come 76s 65s 54s (ovviamente non di fiori) e le pocket pair, specialmente con un pezzo a fiori, mentre dovrebbe probabilmente checkare back alcuni trips più deboli come J9 J8 oltre che i Kx.

Dal punto di vista exploitativo però ritengo che qui l’avversario medio non bluffi abbastanza queste combo e che anzi betti tutti i trips a prescindere dal kicker. In questo caso noi dobbiamo difendere molto meno al river contro la bet dell’avversario foldando tutti i Tx e i Jx che non hanno kicker e quindi, in questo contesto, il fold con J7 è un ottimo fold da parte di Simone.

Ricordo inoltre che, data la natura iperbilanciata del nostro range, abbiamo molte altre mani migliori con cui difendere la bet di oppo. Probabilmente, avendo giocato molte mani in quel tavolo, Simone avrà sicuramente utilizzato le informazioni ricavate sul gioco dell’avversario per poi utilizzarle al meglio in questa mano ed exploitarlo con un ottimo fold.
Per approfondire le dinamiche preflop e postflop con Simone e gli altri coach di In The Zone Academy puoi consultare questo link.

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I prossimi appuntamenti

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