analisi tecnica andrea cogo

Quindicesimo approfondimento tecnico con il team della In The Zone Academy dedicato alle World Series Online di Spera. Oggi il coach Andrea Cogo analizza per noi l’openpush in blind war che è costato a Spera l’eliminazione dall’evento WSOP numero 64, Turbo Bounty 6-max da 840$ di iscrizione (QUI il report del torneo di Simone).

L’analisi è estremamente interessante per capire le dinamiche dei tornei con le taglie e come in essi si debbano modificare i range di push e call rispetto ai normali tornei freezeout.

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HAND REVIEW

Rimasto con 10bb di stack Spera spilla Q-To da small blind in onopened e pusha.

Big blind chiama con K-9o.

Board K-J-T-7-4 e Spera esce dal torneo in 41° posizione.

IL PUSH-CALL IN UN TORNEO NORMAL

Prima di tutto partiamo dall’analisi del colpo come se fosse stato giocato in un torneo normal, ossia senza taglie. La prima cosa da considerare è ‘quanto difende il giocatore su big blind’ o meglio ‘con che percentuale di range chiama il nostro shove?” Ricordiamoci che con questi stack, quando riceve uno shove da sb, big blind deve chiamare 9bb per un pot di 21bb, quindi la sua minimum defence frequency deve essere circa del 42%.

Quindi, ad esempio, se oppo chiamasse con un 40% del range, small blind sarebbe autorizzato a shovare “atc” (any two cards, con il 100% delle carte, ndr) perchè è un exploit che si può prendere. Ma c’è da considerare ad esempio che sul punto it non è affatto scontato che bb difenda il 40%, anzi.

Da un punto di vista di Nash, l’equilibrio si ha quando small blind shova circa il 70% del range e a quel punto per big blind ha senso difendere il 55% del range. E’ chiaro che se vediamo il colpo dal punto di vista di sb avrà senso sbilanciarsi a seconda della frequenza con cui big blind difende.

Se bb dovesse difendere più largo dell’equilibrio di Nash, ovvero con un range di carte più ampio del 55%, i bottom shove di sb diventano negativi ma globalmente la strategia è più positiva, perchè bb scostandosi da Nash perde di più contro le mani al top del nostro range. Quindi con le nostre mani top guadagneremo di più e con le mani bottom un po’ meno.

Se bb chiama più largo dovremo shovare un pelo più stretto. Se bb chiama più stretto dovremo shovare un po’ più larghi. Se bb difende meno della minimum defence frequency dobbiamo pushare ATC.

L’ANALISI IN UN TORNEO KO

In un torneo KO la situazione si fa più interessante. Innanzitutto l’equilibrio è decisamente spostato rispetto al torneo normal. Il range di shove di sb è molto simile a quello del torneo senza taglie (69% del range in questo preciso spot) ma la novità è che bb, avendo anche la taglia, per giocare ha delle odds che sono notevolmente migliori rispetto al caso normal, quindi il suo call sotto Nash si sposta a circa il 65% del range.

Se noi sappiamo che bb chiama meno del 65% possiamo allargare i range di shove perchè chiamerà meno e noi possiamo shovare di più, fino al limite della minimum defence frequency dove entra in gioco l’exploit quindi lo shove atc.

La cosa interessante è che comunque il nostro equilibrio è anche il limite superiore di questo range di shove, perchè comunque è vero che oppo allargando i range di call riduce il nostro guadagno con la fold equity, ma è anche vero che allargandoli aumenta il nostro guadagno con la equity pura. Quindi sostanzialmente succede che il nostro range di shove da small blind è consistente all’allargarsi al range di call di bb, diversamente da prima: nel caso di un torneo normal, all’allargarsi del range di call di bb noi dovevamo togliere le mani bottom dal range di shove perchè diventavano negative, anche se ripeto la strategia nel complesso migliorava perchè guadagnavamo di più con le mani bottom del nostro range.

cEV e $EV NEI TORNEI KO

In linea teorica ogni decisione presa in un torneo dovrebbe essere una decisione che si basa sulla $Ev ma chiaramente, ai fini pratici, in molte situazione i risultati che si ottengono analizzando lo spot sono molto simili e per velocità si utilizza sempre la cEV. Questo è uno di questi casi. Siamo 43 left, lontani dalla impennata del prizepool e siamo in una situazione di 10x con un terzo dello stack medio del torneo. Non ci sono grosse implicazioni di ICM né di future EV su ICM, quindi è uno spot che si può tranquillamente analizzare in cEV e non in $Ev.

Per quanto riguarda il conteggio delle taglie nei calcoli delle mani dei tornei KO, ci sono due scuole o metodi di pensiero: c’è chi preferisce convertire la taglia in chips, e chi lo stack in dollari. Sono due metodi entrambi validi che hanno dei vantaggi in termini di costo computazionale. La trasformazione della taglia da dollari a chips è pratica quando si deve prendere una decisione in game. Out of game, quando si ha più tempo, sarebbe meglio trasformare tutto in dollari e basare le proprie decisioni sulla $EV.

Nel corso che sto preparando, che uscirà a breve, verrà approfondita molto la differenza tra questi approcci. Per concludere direi che quello che abbiamo visto è un fantacooler: in blind war, con uno stack effettivo di 10x in un torneo KO, sia Spera che l’avversario hanno giocato con il top dei rispettivi range.
Per approfondire le dinamiche dei tornei KO con i coach di In The Zone Academy puoi consultare questo link.

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I prossimi appuntamenti

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