APPROFONDIMENTO MONTANARI

Eccoci giunti al nono episodio della serie di approfondimenti tecnici sugli spot giocati da Simone Speranza alle WSOP online 2020 in missione in terra austriaca da fine luglio. (QUI la schedule completa di Spera)

La mano del giorno, giocata al Flight1 del Millionaire Maker da $1.500 buy-in (torneo nel quale Simone ha chiuso in 48° posizione, QUI il report) verrà commentata dal nostro coach MTT Andrea Montanari.

Assieme a lui scopriremo perché il call al river di Simone sia molto meno rischioso di quanto, a un occhio poco esperto, possa apparire.

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HAND REVIEW

 

Millionaire Maker, Flight1 – 8-handed – Buy-in $1.500 – GGpoker – Blinds 350/700

  • PREFLOP: Tavolo 8-handed, apre “sprea91” da Under The Gun con K♦ Q♦, “THE sheriff” 3-betta 3.5x da UTG1, passano tutti fino a Simone che chiama (stack effettivo over 80x).
  • FLOP: Q♠ 9♣ J♥– (pot 12.110) Check-call di “spera91” sulla continuation-bet 1/3 pot del 3-bettor.
  • TURN: 5♠ – (pot 20.102) Check per entrambi.
  • RIVER: 3♦ – (pot 92.400) Checka “spera91”, “THE sheriff” punta il piatto, Simone ci pensa e chiama, l’avversario mucka A♣ 10♣.
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  • mano mont

L’ANALISI DI ANDREA MONTANARI

 

Cominciamo da una considerazione non superficiale: agli occhi di chi è abituato a giocare sulle room italiane questa dinamica può sembrare inusuale, visti i range più stretti con cui si è soliti giocare.

Sulle room internazionali invece, raise UTG e 3-bet UTG1 (con 80x effettivi) è una dinamica abbastanza standard ed i range in gioco non sono necessariamente così stretti come potrebbe sembrare.

PREFLOP: Considerati gli stack in gioco entrambi i range, sia quello di raise-call di Simone che quello del 3-bettor, sono caratterizzati da una buona porzione di carte suited.

Nello specifico, il 3-bettor avrà, oltre al top del range, alcuni A-x suited, broadway suited e pocket pair medie (il tutto gestito a frequenze).

Il range di raise-call di Simone invece, comprende per lo più la parte suited che aprirebbe da Early Position con questa deepness, la quasi totalità delle pair (fino a J-J) e il top della porzione off suited (A-J/A-Q), sebbene quest’ultima parte possa andare a formare (sempre a frequenze) il range di fourbet-fold da Under The Gun contro una threebet.

FLOP: La texture con doppia broadway si presta a una continuation-bet da parte del 3-bettor con alte frequenze, ed è proprio ciò che accade (30% pot). Nulla da aggiungere sul check-call di Simone con top pair e gutshot.

TURN: Apparentemente si tratta di una blank, in quanto aggiunge equity solamente alle combo suited a Fiori in mano ai due giocatori. Simone opta, giustamente, per un secondo check.

A carte viste la scelta del 3-bettor di checkare dietro è curiosa, in quanto la sua equity è migliorata al turn. Le motivazioni di una condotta simile sono da ricercarsi nel tentativo, da parte del nostro avversario, di realizzare l’equity, una scelta che francamente non condivido.

Decidere di checkare per equity realization ha sicuramente senso, ma non di certo con i T-x suited a Fiori in mano. E’ proprio questa la porzione(A♣T♣, Q♣T♣, J♣T♣) che serve al 3-bettor per bilanciare il range di second barrel, composto dai nut, dalle doppie e dalle overpair.

Il discorso cambia per i nut flushdraw e per le combo di T-x (non a Fiori) in mano al 3-bettor: in questo caso il check-behind è un’opzione da prendere seriamente in considerazione.

RIVER: Il river è una carta ininfluente e Simone decide di checkare per la terza volta. Scelta che, anche in questo caso, sento di condividere pienamente.

Troppo spesso vedo delle value-bet river sul ramo check/check turn, che hanno come unico scopo quello di far foldare una larga fetta di value range in mano al nostro avversario senza, oltretutto, dargli la possibilità di bluffare river.

Simone decidere di difendere ulteriormente il suo checking-range anche in questa street, scelta ottimale specie se adottata in un field che tenderà ad over-bluffare i suoi missed draw. Ed è esattamente ciò che accade.

Dopo il check di “spera91” arriva il bluff con size polarizzata da parte del 3-bettor, con conseguente easy call river.

Il nocciolo dello spot resta ovviamente il turn, street nella quale emerge la difficoltà da parte del 3-bettor nel difendere e bilanciare il suo range di check.

Se il 3-bettor, come in questo caso, metterà tutti i suoi nut, set, two pair e overpair nel range di bet al turn, non riuscirà a difendere opportunamente il suo checking range, sbilanciandosi di conseguenza sul bluff.

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