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Secondo quanto stabilisce la legge, oggi come oggi i cittadini italiani possono giocare a poker online nel pieno rispetto delle regole solamente da piattaforme autorizzate AAMS (Agenzia Dogane e Monopoli dello Stato).

Il sistema concessorio nazionale è poi stato adottato anche in altre nazioni ma col tempo sono emerse le sue storture. Da una parte, l’obbligo di giocare in un ‘acquario chiuso’ ha spinto molti player, che si volevano migliorare grazie al confronto quotidiano coi più forti giocatori del mondo, a trasferirsi all’estero.

Dall’altra, con il tempo, il mercato chiuso ha portato a una lenta ma inesorabile diminuzione del traffico e della liquidità a esso collegata. Per questo, dopo numerose riunioni tecniche, nel luglio 2017 l’Italia ha firmato un accordo per allargare il mercato nazionale del poker online unendolo a quelli di Francia, Spagna e Portogallo.

Dal cosiddetto accordo di Roma, dove la liquidità condivisa venne sottoscritta e firmata, sono passati più di tre anni: mentre gli altri paesi hanno già provveduto a unire i mercati nazionali in una piattaforma comune, l’Italia è ancora ferma al palo.

Per quanto assurdo possa sembrare le cose stanno proprio così: il Paese che ha ospitato la riunione decisiva per l’accordo è l’unico a non aver ancora rispettato la firma che vi ha apposto. Quando cambieranno le cose? Cerchiamo di capirlo.

BREVE CRONISTORIA

Ecco le coordinate temporali della liquidità condivisa. La necessità di un allargamento del mercato del poker online era emersa da tempo. Le prime riunioni tra i regolatori dei paesi a mercato chiuso si possono datare addirittura a prima del 2015.

Dopo tantissime di queste riunioni, necessarie a stabilire i dettagli tecnici del mercato condiviso, il 6 luglio 2017 a Roma i rappresentanti del gioco regolamentato di Francia, Spagna, Portogallo e Italia firmano l’accordo per la liquidità condivisa. A questo punto, per la effettiva partenza del mercato comune del poker online, mancano solo le linee guida attuative.

Che in Italia però non arrivano. Qualche mese dopo la firma di Roma, siamo a ottobre 2017, sulla liquidità condivisa si alza infatti un vero e proprio polverone: la miccia viene accesa dal senatore del PD Franco Mirabelli, capo della commissione Antimafia, che annuncia una interrogazione al Ministro della Economia Padoan sostenendo che la liquidità condivisa sia uno strumento per raggirare le normative antiriciclaggio.

Nulla conta che nelle loro riunioni tecniche i regolatori abbiano ampiamente dibattuto il tema pervenendo a una soluzione pienamente trasparente e legale. Dopo Mirabelli altri esponenti politici e istituzionali si scagliano contro l’allargamento del mercato del poker online e il progetto di fatto si blocca.

Così a gennaio 2018, quando il mercato comune del poker online si concretizza, gli unici Paesi a condividere il pool di giocatori sono Francia e Spagna. Il cosiddetto ‘punto fres’ è da subito un successo e a maggio dello stesso anno diventa ‘punto frespt’ quando anche il Portogallo si unisce al mercato condiviso.

I numeri parlano chiaro: il mercato del poker online dei tre paesi ha tratto enormi benefici dall’allargamento.

 

COSA CAMBIEREBBE CON LA LIQUIDICONDIVISA IN ITALIA

A febbraio 2019 escono le prime statistiche sul nuovo mercato allargato. I dati indicano un coinvolgimento dei giocatori enormemente maggiore rispetto al periodo dei mercati chiusi nazionali: più giorni di attività, più giocatori unici in ogni trimestre analizzato, più depositi netti.

Numeri che non mentono: dell’allargamento della liquidità possono beneficiare sia i regular che i giocatori occasionali, che a fronte di una spesa minima, stante il maggior numero di giocatori attivi, possono partecipare a tornei con montepremi da sogno.

Intanto in Italia la situazione continua a precipitare: chissà come sarebbero le cose oggi se non ci fosse stato il boost del periodo del lockdown.

Ma di sicuro, se l’Italia avesse rispettato la firma dell’accordo di Roma e fosse entrata nel mercato allargato del sud Europa del poker online, la situazione sarebbe enormemente più rosea di quanto non sia.

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