matteo fonti


Eccoci giunti al sesto approfondimento: protagonista di oggi Matteo “th3.d0cto0r” Fonti, coach esperto in cash-game della In The Zone Academy, con oltre 15mila MTT alle spalle (giusto per non farsi mancare nulla 😉).

La sua dimestichezza nelle dinamiche 100x unita all’esperienza accumulata nei tornei, lo rende il candidato ideale per analizzare lo spot di quest’oggi, giocato da Simone Speranza al WSOP Millionaire Maker da 1.500$.

Vuoi prenotare una lezione con Matteo Fonti? Clicca QUI

HAND REVIEW

Millionaire Maker – Flight A – Buy-in 1.500$ – GGpoker – Blinds 250/500

  • PREFLOP: Tavolo 7-handed, dalla posizione di Under The Gun arriva l’open di “Viacheslav” (stack 100x circa) , “spera91” 3-betta da Hi-Jack (pari stack), flatta l’original raiser.
  • FLOP: 9♣ 6♠ 5♠ – (pot 9.400) Check-call di “Viacheslav” sulla continuation-bet 1/3 pot (2.820) di “spera91”.
  • TURN: 8♦ – (pot 15.040) Check per entrambi.
  • RIVER: 3♦ – (pot 15.040) Checkano nuovamente entrambi e “Viacheslav” si aggiudica il pot con A high.


  • manofonti

L’ANALISI DI MATTEO FONTI

Partiamo dal preflop: con Q♦ J♦ e uno stack attorno ai 100 big blind non è poi così scontato 3-bettare da Hi-Jack contro l’apertura di Under The Gun.

Se fossimo stati sul Bottone con la nostra mano avremmo chiamato senza esitazione. Quando invece ci troviamo a giocare dalla posizione di HJ i nostri call sono disincentivati dalla maggior probabilità di ricevere uno squeeze.

Una delle funzioni della 3-bet, quando ci troviamo nelle posizioni iniziali, è quella di “pulire il tavolo” e l’obiettivo viene centrato anche usando una size contenuta. Fatte queste considerazioni, nello spot specifico 3-betterei Q-J suited circa il 20% delle volte, con una size compresa tra i 6,5 e i 7 Big Blind.

Il flop 9♣ 6♠ 5♠non è il nostro, perché le mani più forti che possiamo avere sono 8-7s e 9-9, delle combo con cui non 3-betteremo a frequenza piena preflop.

Dall’altra parte invece siamo di fronte ad un range che ha tutti i set e molte scale. Fatta eccezione per le combinazioni più forti, dalla nostra abbiamo ancora tutte le combo di A-A e K-K al contrario del nostro avversario.

Sia gli Assi che i Kappa però non ci consentono di investire troppi soldi nel piatto, sia per via dei range in gioco che per la natura esteamamente dinamica del flop. Motivo avremo una bassa frequenza di c-bet con una size contenuta.

Simone decide di c-bettare 33% pot:

Mi sembra una scelta condivisibile se non fatta il 100% delle volte, visto il backdoor di scala offerto dal 9.

Insieme a combo come Q-Js, inseriremo nel range di c-bet le coppie da T-T a A-A con frequenze decrescenti (vista la maggior protection di cui necessitano le coppie più basse) oltre a combo come 7-6s (magari con backdoor), qualche combo di flush draw e qualche altra di backdoor flush draw.

La situazione al turn:

Se abbiamo costruito in modo sensato il range di c-bet (e Simone l’ha fatto), non penso che l’8♦ dia un grande vantaggio al nostro avversario.

Sicuramente checkeremo con una frequenza alta, mentre nel range di “two barrel” inseriremo le combo che contengono un 7 (non sono molte) e delle mani che possono chiudere un punto nut e/o non bloccano il folding-range del nostro avversario.

Il turn ci da la possibilità di chiudere un punto nut al river con un 10.

Qui è interessante notare come i semi delle nostre carte facciano la differenza: se avessimo avuto Q♣ J♣ avrebbe avuto molto meno senso una second barrel dal momento che, con due fiori in mano, blocchiamo moltissime combo che potrebbero chiamare al flop e foldare al turn (K♣J♣, A♣J♣, A♣Q♣ etc).

Per questo motivo una bet al turn da parte di Simone con Q♦ J♦ non sarebbe stata criticabile.

Errore al river?

Oppo checka e questa è un’informazione molto importante da prendere. Mi sembra ragionevole pensare che se il nostro avversario avesse avuto in mano un 7 (o anche tris) avrebbe bettato vista la concreta possibilità che dopo il nostro check al turn potessimo essere in “give up”.

Quindi, se è vero che Oppo ha in mano un punto inferiore a tris/2 pair, per noi ha senso provare a value-bettare mani come Q-Q e K-K e di conseguenza possiamo permetterci di avere anche un range di bluff sensato al river.

La size da utilizzare in questo frangente non deve essere molto grande, direi intorno a 50% pot, in quanto deve essere compatibile con quello che vogliamo rappresentare.

Viste le poche combo che abbiamo nel range di value e la size che useremo, non troppo corposa, non possiamo permetterci di bluffare tutte le combo senza showdown value.

E’ questo il motivo per cui Simone decide di checkare, anche se un bluff al river con la sua combo non sarebbe stato sicuramente un abominio, anzi…

Per approfondire le dinamiche preflop e postflop con assieme a me e agli altri coach di In The Zone Academy ti invito a dare uno sguardo alla sezione lezioni private a questo link.

Inoltre è già disponibile la Masterclass MTT livello BASIC (clicca QUI per scoprire tutti i corsi disponibili) mentre il corso ADVANCED sarà online nelle prossime settimane!

Non sei ancora abbonato al nostro canale Twitch?

Clicca qui per registrarti e accedere all’archivio delle trasmissioni passate e ricordati di mettere il follow per ricevere le notifiche ogni volta che saremo online!